Quando un’azienda vuole raccontarsi, spesso corre il rischio di parlare di sé descrivendosi come quella che vorrebbe essere, se non addirittura come quella che qualcuno le ha consigliato di sembrare, piuttosto che come realmente è. Noi questo rischio non lo corriamo. Per carattere, prima ancora che per scelta. Perché siamo fatti così, e non potremmo cambiare nemmeno se lo volessimo. Così, quando diciamo che quello che più ci sta a cuore è fare le cose per bene, come vanno fatte, non facciamo che sintetizzare semplicemente ciò che chiunque può toccare con mano venendo a trovarci o anche soltanto aprendo la confezione di un nostro prodotto. E quando ci descriviamo come una grande famiglia al lavoro, dove ognuno svolge con passione il suo ruolo in sintonia con gli altri, diciamo banalmente una fortunata verità.

È che non conosciamo un modo diverso di lavorare, da più di sessant’anni.

Ci piace farlo pensando che la qualità finale di un prodotto non sia soltanto il risultato della qualità delle materie prime e della loro lavorazione, ma anche della qualità del lavoro che le persone fanno insieme, fianco a fianco, tutti i giorni.

Per questo, dei tanti controlli che quotidianamente facciamo, il primo, non meno importante di quelli in laboratorio, lo dedichiamo alla qualità della nostra vita, dentro e fuori lo stabilimento. E al buon rapporto tra noi e chi lavora con noi in quell’orbita ridotta di pochi chilometri che ci permette un rapporto altrettanto buono e sostenibile anche con l’ambiente. Lo facciamo così, il nostro lavoro.

Così come siamo.